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COVID-19 Fase 2 – Protocolli di sicurezza anti-contagio negli ambienti di lavoro

18/05/2020

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020 (c.d. Decreto Fase 2) ha recepito il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” (Protocollo), sottoscritto dalle associazioni sindacali e datoriali il 14 marzo 2020 e integrato con ulteriori indicazioni operative il 24 aprile 2020.

Tali previsioni devono essere lette anche alla luce delle FAQ del Garante per la protezione dei dati personali, pubblicate il 24 aprile 2020.

Il Protocollo contiene linee guida per agevolare le imprese ad adottare ed incrementare le precauzioni in azienda.

La mancata attuazione di misure di sicurezza che non assicurino adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Obblighi di informazione

In primo luogo, è prevista la consegna ai lavoratori (e a chiunque acceda ai locali aziendali) o la affissione in posti visibili di dépliant informativi, riguardanti le disposizioni delle Autorità in materia di contrasto e contenimento del virus.

Il datore di lavoro è altresì tenuto a fornire una informativa adeguata a propri dipendenti sulle misure che il personale deve rispettare e sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, tenendo conto delle mansioni e dei contesti lavorativi.

Controlli all’ingresso in azienda

Il Protocollo consente ai datori di lavoro di controllare la temperatura corporea dei lavoratori e visitatori e di impedirne l’ingresso in azienda nel caso di alterazione superiore a 37,5°.

Inoltre, è consentito richiedere ai dipendenti il rilascio di “autodichiarazioni” attestanti la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l’assenza di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al COVID-19.

Tali procedure dovranno avvenire nel rispetto dei principi del GDPR di minimizzazione e proporzionalità. Pertanto,

-           il trattamento e la conservazione dei dati devono essere limitati il più possibile (le informazioni relative alla temperatura possono essere registrate solo per documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali e mai per i visitatori occasionali o clienti);

-           è necessario fornire ai soggetti controllati una informativa sul trattamento dei dati personali;

-           devono essere previste misure di sicurezza adeguate a proteggere i dati,

-           occorre garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore in caso di isolamento momentaneo dovuto al superamento della soglia di temperatura e

-           non possono essere raccolti dati non necessari, come ad esempio informazioni aggiuntive sulla persona risultata positiva ovvero sulla specificità dei luoghi a rischio epidemiologico dalle quali il lavoratore proviene.

Per quanto riguarda i lavoratori già risultati positivi all’infezione, il loro ingresso in azienda deve essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.

Infine, nelle aree maggiormente colpite dal virus, qualora le autorità sanitarie competenti dovessero disporre specifiche misure aggiuntive, come ad esempio, l’esecuzione del tampone per i lavoratori, l’azienda deve fornire la massima collaborazione.


Imprese e lavoratori esterni

Per ridurre le occasioni di contatto con il personale, i fornitori esterni sono obbligati a rimanere a bordo dei propri veicoli, a non fare ingresso nei locali né utilizzare i servizi igienici dedicati ai dipendenti.

Inoltre, le ditte appaltatrici devono informare tempestivamente l’azienda committente qualora i propri dipendenti che operano nel medesimo sito siano positivi al tampone.

A sua volta, la committente dovrà informare l’appaltatrice sui contenuti del Protocollo aziendale per consentire di rispettarne le procedure.


Sanificazione, pulizia, precauzioni igieniche personali e dispositivi di protezione individuali

La sanificazione dei luoghi di lavoro può avvenire su base periodica, mentre la pulizia deve essere effettuata su base giornaliera. Nelle aziende in cui si sono registrati casi positivi, è obbligatorio provvedere ad una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni.

L’azienda è tenuta a mettere a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani accessibili a tutti i lavoratori, con dispenser collocati in punti facilmente individuabili.

Si prescrive l’utilizzo di mascherine (secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità), guanti, occhiali, tute, cuffie, camici e altri dispositivi di protezione per tutti i dipendenti che condividono spazi comuni e che non possono mantenere la distanza di un metro l’uno dall’altro. Le aziende dovranno valutare l’idoneità dei suddetti dispositivi, sulla base del complesso dei rischi valutati. A tal fine, sarà opportuno integrare il Documento Valutazione dei Rischi esistente.


Gestione degli spazi comuni, turnazione, trasferte, smart working e organizzazione aziendale

Nelle mense aziendali, aree fumatori, spogliatoi e altri spazi comuni l’accesso dei dipendenti dovrà essere contingentato e si dovrà provvedere a sanificazione periodica e pulizia giornaliera.

È raccomandata la chiusura dei reparti in cui la presenza fisica dei dipendenti non è necessaria, la turnazione del personale, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e la fruizione delle ferie maturate e non godute.

Le trasferte e i viaggi di lavoro saranno annullati o sospesi.

È altresì favorita la modalità di lavoro in smart working. In tal caso, il datore di lavoro dovrà assicurare adeguate condizioni di supporto (ad esempio l’assistenza per i dispositivi utilizzati).

Dovrà operarsi una rimodulazione degli spazi di lavoro, mediante la collocazione dei dipendenti in uffici inutilizzati e il distanziamento delle postazioni di lavoro.

Infine, per quanto riguarda i trasporti, viene favorito l’uso del mezzo privato o delle navette.


Entrata e uscita dei dipendenti, spostamenti interni, riunioni, eventi e attività formative

Il Protocollo prevede lo scaglionamento degli orari di ingresso e uscita del personale, per evitare contatti nelle zone comuni.

Gli spostamenti all’interno dei siti aziendali dovranno essere limitati al minimo indispensabile; le riunioni fisiche, gli eventi e le attività di formazione saranno vietate e convertiti in meeting online. Si suggerisce di informare i soggetti interessati che il mancato completamento della formazione professionale non preclude lo svolgimento delle funzioni.


Lavoratori sintomatici, sorveglianza sanitaria, medico competente e Comitato aziendale

I dipendenti che presentano sintomi di contagio devono essere immediatamente isolati e dotati di mascherina chirurgica. L’azienda è tenuta a collaborare con l’autorità sanitaria al fine di individuare eventuali “contatti stretti” nei luoghi di lavoro.

La sorveglianza sanitaria, specialmente quella periodica, dovrà proseguire nel rispetto delle misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute.

Il medico competente, previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione del tampone, effettua la visita medica ai dipendenti assenti per più di sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione. Il medico potrà suggerire l’adozione di eventuali mezzi diagnostici utili per il contenimento del virus.

Infine, il Protocollo prevede la costituzione di un Comitato in azienda (o Comitato territoriale), con la partecipazione delle rappresentanze sindacali, del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ed eventualmente con il coinvolgimento delle autorità sanitarie locali, al fine di verificare la correttezza e l’operatività delle misure.

 

Autori

La foto di Fabrizio-Spagnolo
Fabrizio Spagnolo
Partner
Roma
Federico Pisani
Federico Pisani
Associate
Roma