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Il requisito della "commercialità" ai fini della partecipation exemption: il falso problema delle attività preparatorie

01/12/2011

A volte basta poco per scacciare inutili (ma non per questo meno fastidiosi) fantasmi. È questo il caso della vaneggiata “perdita dell’agevolazione dell’esenzione sulle plusvalenze in assenza di (non meglio precisate) oggettive prove dello svolgimento ininterrotto nell’’ultimo triennio di una effettiva attività commerciale”. A ben vedere i fantasmi sono più d’uno, si va dalla reintroduzione dei requisiti di “effettività” non a caso venuti nell’iter legislativo che ha portato alla realizzazione del “modello italiano di esenzione delle plusvalenze supartecipazioni”, alla surrettizia inversione dell’onere della prova, fino (ed è forse il profilo più inquietante) alla valorizzazione di mere assonanze linguistiche per confondere un pilastro della riforma del 2004 per una delle tante norme agevolative che inquinano il nostro ordinamento tributario.

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Stefano Chirichigno
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