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L’obbligo di invito al contraddittorio preventivo: una norma che serviva davvero?

31/07/2019

L’art. 4-octies del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (c.d. “Decreto Crescita”), introdotto in sede di conversione dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, inserisce un nuovo articolo 5-ter in seno al decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, con il quale viene disciplinato l’obbligo per l’Amministrazione finanziaria di invitare il contribuente al contraddittorio prima di emettere un avviso di accertamento.

In estrema sintesi, la disposizione prevede che, a partire dagli avvisi di accertamento emessi dal 1° luglio 2020 e limitatamente ai casi espressamente previsti, l’ufficio accertatore debba notificare al contribuente un invito a comparire ai sensi dell’art. 5 del predetto d.lgs. n. 218/1997 per l’avvio del procedimento di accertamento con adesione (comma 1 del nuovo articolo 5-ter).

In caso di mancata adesione, l’avviso di accertamento deve essere specificamente motivato in relazione ai chiarimenti forniti ed ai documenti prodotti dal contribuente nel corso del contraddittorio (comma 3).

Il mancato avvio del contraddittorio comporta l’invalidità dell’avviso di accertamento qualora, a seguito dell’impugnazione, il contribuente dimostri in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere se il contraddittorio fosse stato attivato (comma 5).

Restano ferme le disposizioni che prevedono la partecipazione del contribuente prima dell’emissione di un avviso di accertamento (comma 6), come ad esempio nel caso di contestazione per abuso del diritto a norma dell’art. 10-bis della legge n. 212/2000.

Prima di entrare in una disamina più dettagliata, appare opportuno un breve excursus dell’evoluzione giurisprudenziale che ha preceduto l’introduzione della nuova disposizione.

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Autori

Mario Martinelli
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Roma