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Aumentano le richieste all’Autorità Antitrust per ottenere il rating di legalità

19/02/2015

Il c.d. “rating di legalità”, introdotto dall’art. 5-ter del D.L. 24 gennaio 2012 n. 1 e successivamente attuato con Delibera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (“AGCM”) del 14 novembre 2012, n. 24075 – “Regolamento attuativo in materia di rating di legalità” (il “Regolamento”), ha introdotto un sistema premiante con cui l’AGCM attribuisce un punteggio, da una a tre “stelle”, alle imprese virtuose che hanno un fatturato superiore ai due milioni di Euro annui che rispettano una serie di requisiti di legalità e di corretta gestione.

Per ottenere una “stella” l’impresa non deve aver commesso illeciti amministrativi dipendenti dai reati di cui al Decreto Legislativo n. 231 del 2001 e non deve essere stata condannata nel biennio precedente per illeciti antitrust e in materia di tutela del consumatore. L’impresa, inoltre, deve effettuare pagamenti e transazioni finanziarie oltre i mille euro esclusivamente con strumenti tracciabili.

Il punteggio base sarà incrementato di un “+” al ricorrere di ciascuna delle seguenti condizioni:

  • rispetto dei contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria in data 10 maggio 2010;
  • utilizzo di sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge (ovvero mille Euro);
  • - adozione di una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità delle attività aziendali a disposizioni normative applicabili all’impresa o un modello organizzativo ai sensi del D.lgs. 231/2001;
  • adozione di processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility;
  • essere iscritti in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
  • avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria;
  • aver adottato modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione.

Il conseguimento di tre segni “+” comporta l’attribuzione di una stella aggiuntiva, fino ad un massimo di tre stelle.

In base ai dati recentemente diffusi dall’AGCM risulta che sono più che raddoppiate nel 2014, rispetto al 2013, le richieste di attribuzione del rating inviate all’AGCM, per le quali non sono previsti costi amministrativi, dopo l’adozione del Decreto 20 febbraio 2014, n. 57 – MEF – MISE – “Regolamento concernente l’individuazione delle modalità in base alle quali si tiene conto del rating di legalità attribuito alle imprese ai fini della concessione di finanziamenti” relativo ai criteri per tenere conto del rating di legalità nella concessione dei finanziamenti pubblici e nell’accesso al credito.

Del rating assegnato dall’AGCM, secondo quanto previsto nel Decreto n. 57 del 2014, si tiene conto, infatti, e questo è uno degli aspetti più importanti per le imprese, “ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario”. In forza della stessa normativa, “gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d'Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta”.

Nel 2013, quando entrò in vigore il Regolamento, le richieste all’AGCM furono 142, mentre nel 2014 sono state 402, per un totale di 544 al 31 dicembre scorso. A tutto il 2014 sono stati attribuiti 271 rating, pari a circa il 50% delle richieste.

Il rating di legalità ha durata di due anni dal rilascio ed è rinnovabile su richiesta. In caso di perdita di uno dei requisiti base, necessari per ottenere una stella, l’AGCM dispone la revoca del rating e se vengono meno i requisiti grazie ai quali l’azienda ha ottenuto un rating più alto l’AGCM riduce il numero di stelle.

L’AGCM mantiene aggiornato sul proprio sito (www.agcm.it) l’elenco delle imprese cui il rating di legalità è stato attribuito, sospeso o revocato, con la relativa decorrenza.

Fonte
CMS Italia Newsletter | 19 Febbraio 2015
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Autori

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Lorenzo Bocedi
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