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Formule specifiche per la determinazione dell'avviamento nei trasferimenti d'azienda

01 feb 2011 Italia 2 min di lettura

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L'avviamento ha sempre costituito una fonte di controversie tra orientamento giurisprudenziale, della prassi amministrativa e dottrinale, con particolare riferimento alla sua definizione ed ancor di più alla sua determinazione quantitativa. Con l'introduzione della disciplina dell'accertamento con adesione, di cui all'art. 2 ter del D.L. n. 564/94, convertito nella L. n. 656/94, è stato disciplinato normativamente il criterio di quantificazione dell’avviamento ai fini della determinazione della base imponibile dell'imposta di registro in caso di cessione di azienda. Ciò nonostante, la prassi tuttora seguita dagli Uffici contiene in sé numerose lacune teoriche ed applicative che prestano il fianco a molteplici eccezioni (sia di principio che di metodo) che la giurisprudenza non perde occasione di cassare. Tali lacune appaiono maggiormente significative soprattutto nei casi caratterizzati dall'emersione di un fenomeno di avviamento "negativ" (c.d. badwill).

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