La sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europa del 19 dicembre 2024, causa C-601/23, "Credit Suisse Securities", rappresenta un ulteriore passo in avanti della giurisprudenza comunitaria nell'eliminare quelle restrizioni che ostacolano la costruzione di un mercato unico efficiente. I giudici comunitari, nel confermare la comparabilità delle situazioni tra percipiente residente e non residente nelle ipotesi di distribuzione di dividendi, hanno ritenuto che le disposizioni spagnole esaminate violino il principio di libera circolazione dei capitali allorché consentano ai residenti, nel caso in cui versino in perdita, di ottenere il rimborso della ritenuta subita, differendo l'imposizione ai periodi d'imposta successivi in cui gli stessi produrranno redditi; mentre, escludano tale possibilità per i non residenti. La decisione conferma ulteriormente l'orientamento espresso dalla Corte nel caso Safina e consente alle imprese italiane che versano nelle stesse condizioni di avviare le procedure di rimborso in tutti gli Stati che adottano una disciplina simile a quella in esame e, simmetricamente, consente alle imprese straniere (UE o extra-UE) di richiedere il rimborso della ritenuta subita in Italia.
Per approfondimenti contattare Giuseppe Ascoli giuseppe.ascoli@cms-aacs.com
Articolo pubblicato su Il Fisco n. 20/2025 Wolters Kluwer