22 novembre 2023: per il decreto italiano in materia di incentivazione alla diffusione dell’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili (Decreto Cer) arriva l’approvazione della Commissione Europea. Dopo diversi mesi di attesa, si conclude con esito positivo l’iter avviato lo scorso febbraio dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica con l’Unione Europea sulla proposta di decreto.
Il Decreto Cer è finalizzato a fornire un aiuto concreto per la creazione di nuove Comunità energetiche rinnovabili.
Ma cosa sono le “comunità energetiche”? Si tratta di gruppi di soggetti (che possono essere: cittadini, enti locali, associazioni, condomini, terzo settore, cooperative, enti religiosi e/o piccole e medie imprese) che scelgono di unirsi per autoprodurre energia elettrica da fonti rinnovabili. Grazie alle Comunità energetiche, infatti, ciascuno di tali soggetti potrà contribuire alla produzione di energia rinnovabile, e averne i benefici economici derivanti dall’autoconsumo.
Due le misure previste dal Decreto Cer in tal senso: (i) una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa e (ii) un contributo a fondo perduto. I benefici previsti riguardano tutte le tecnologie rinnovabili, quali ad esempio il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico e le biomasse.
Quanto alla prima misura si tratta di una tariffa incentivante sulla quota di energia condivisa da impianti a fonti rinnovabili, essa si rivolge a tutto il territorio nazionale, dal piccolo comune alla città metropolitana, comporta un risparmio sui costi dell’energia per chi costituisce una Comunità energetica. La Potenza massima agevolabile è pari 5 GW entro il 31 dicembre 2027,
Quanto invece alla seconda misura (contributo a fondo perduto), si rivolge ai territori dei comuni sotto i 5.000 abitanti e permette l’erogazione di contributi a fondo perduto fino al 40% dell’investimento per chi crea una Comunità energetica. L’intervento può riguardare sia la realizzazione di nuovi impianti che il potenziamento di impianti già esistenti in questo caso la misura è finanziata con 2,2 miliardi di euro del PNRR e punta a realizzare una potenza complessiva di almeno 2 giga watt. Il contributo a fondo perduto è cumulabile con l’incentivo in tariffa.
Per accedere alle agevolazioni previste dal Decreto Cer sarà necessario: individuare l’area dove realizzare l’impianto e gli altri utenti con cui associarsi connessi alla stessa cabina primaria, creare la Comunità energetica con uno Statuto o un atto costitutivo, che abbia come oggetto sociale prevalente i benefici ambientali, economici e sociali, ottenere l’autorizzazione a installare e connettere l’impianto alla rete per renderlo operativo e infine richiedere l’incentivo al GSE, che potrà essere interpellato anche preventivamente per verificare l’ammissibilità del progetto al fine di garantire la possibilità concreta di accedere ai benefici.
Dopo il semaforo verde da Bruxelles, non resta dunque che attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per l’effettiva entrata in vigore del decreto.
Semaforo verde dall’Unione Europea per il Decreto Cer (Comunità energetiche rinnovabili)