Corriere Tributario 10/2022
Nell’attuale contesto socioeconomico, ormai consolidato da qualche decennio, l’internazionalizzazione degli scambi commerciali rappresenta uno dei principali elementi. Nello schema commerciale delle “cessione a catena”, a fronte dell’unico trasporto di beni, in realtà, intervengono più cessioni del medesimo bene da parte di tre o più operatori. Il tema è particolarmente sentito nell’ambito degli scambi all’interno dell’Unione Europea, in cui, a differenza delle operazioni
destinate all’esportazione in senso proprio, un tema di assolvimento dell’imposta si pone e giustifica una complessa architettura che deve bilanciare le esigenze di semplificare e non ostacolare inutilmente gli scambi commerciali con quelle di assicurare la corretta applicazione del tributo. Un corposo contributo della Corte di Giustizia, seguito poi da interventi sulla Direttiva stessa, rende estremamente attuale interrogarsi ancora su quali siano i “confini” in cui nella disciplina domestica, interpretata in conformità alla Direttiva, residuano spazi interpretativi - purtroppo angusti - su cui ancora la nostra Suprema Corte può fornire a sua volta il suo contributo.
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Articolo pubblicato su Corriere Tributario n. 10/2022 Wolters Kluwer