Il 14 dicembre 2024 è entrato in vigore il nuovo Codice della Strada (Legge 177 del 25.11.2024) che, oltre ad avere, tra l’altro, introdotto sanzioni più pesanti per chi usa il cellulare mentre guida o per chi viene trovato positivo ad alcol e stupefacenti, ha implementato la disciplina per le campagne di richiamo di sicurezza per autoveicoli, veicoli commerciali e rimorchi.
Sinora le campagne di richiamo dei prodotti destinati ai consumatori che presentino rischi di sicurezzatrovavanoto la loro disciplina esclusivamente all’interno del Codice del Consumo (Parte IV dedicata alla Sicurezza e qualità), dove sono previsti gli obblighi di informazione e di richiamo posti a carico del produttore e del distributore dei beni di consumo considerati pericolosi.
Con la revisione del Codice della Strada, la disciplina speciale introdotta dall’art. 80 bis da un lato pone obblighi a carico dei costruttori e dall’altro lato pone obblighi anche a carico dei consumatori/utilizzatori/proprietari.i.
In particolare, l’art. 80 bis del Codice della strada stabilisce i seguenti obblighi:
· i costruttori di autoveicoli (categoria M), veicoli commerciali (categoria N) e rimorchi (categoria O) quando ritengano sia presente un rischio grave per la salute o la sicurezza delle persone devono: (i) adottare immediate misure correttive e di informazione relative alla totalità dei veicoli interessati di modo da escludere il rischio; (ii) informare i proprietari o utilizzatori dei veicoli interessanti facendo ricorso all'archivio nazionale dei veicoli (con le modalità che saranno disciplinate da un provvedimento della Direzione generale per la motorizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione).
· i Costruttori che, trascorsi 24 mesi dall’avvio della campagna di richiamo, riscontrino la mancata esecuzione delle misure correttive hanno l’obbligo di inserire i dati del veicolo all’interno di un elenco telematico gestito dalla Motorizzazione Civile, consultabile dagli organi di polizia e dagli utenti.
· l’omessa adozione delle misure correttive, di informazione ai proprietari o di aggiornamento dell’elenco telematico, renderà i costruttori soggetti a multe da 10.000 a 60.000 euro per ogni violazione.
· la circolazione con un veicolo presente nell’elenco telematico comporterà l’applicazione di una multa da 173 a 694 euro e la sospensione dalla circolazione del veicolo fino all’effettuazione dell’intervento di riparazione.
La riforma in esame ha aspetti positivi che colmano alcune lacune quali:
· la previsione di una disciplina che regola le campagne di richiamo degli autoveicoli, estendendo la platea dei soggetti tutelati a tutti i proprietari di veicoli, senza tenere conto se essi siano consumatori o professionisti, come invece accade per le tutele stabilite dal Codice del consumo. Ciò assume particolare rilevanza dato che l’art. 80 bis è esteso anche ai veicoli commerciali, prevalentemente acquistati ed utilizzati da professionisti;
· la previsione dell’obbligo, accompagnato da una sanzione, del proprietario del veicolo di consentire al costruttore di apportare le misure correttive previste per eliminare il rischio alla sicurezza. Tale obbligo appare sicuramente necessario poiché non era infrequente il caso di proprietari di autoveicoli che omettevano o rifiutavano gli interventi stabiliti dal costruttore;
· la previsione di un registro accessibile al pubblico dove gli utenti interessati possono venire a conoscenza dell’esistenza di campagne di richiamo su quel determinato veicolo, così favorendo la trasparenza negli scambi commerciali di veicoli usati.
Le parti più problematiche della norma sono invece:
· la impossibilità di essere pienamente attuata fino a quando non verrà disciplinato l’accesso all’archivio nazionale tramite provvedimento della Direzione generale per la motorizzazione;
· la mancata distinzione tra costruttori e distributori come accade nel Codice del consumo;
· la non inclusione dei motocicli (categoria L) nella norma. Tale omissione appare significativa dato che i motocicli rappresentano un importante segmento dei veicoli circolanti.