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Risanamento e risoluzione degli enti creditizi: un nuovo modello di gestione delle crisi bancarie

03/11/2014

Benché ancora in attesa di essere recepita all’interno del nostro ordinamento, la Direttiva 2014/59/EU approvata lo scorso 15 maggio costituisce un importante passo avanti nella riforma della supervisione bancaria a livello europeo. Infatti la presente normativa è parte integrante dell’ambizioso progetto perseguito dalle istituzioni europee di costruire regole uniformi sulla supervisione bancaria applicabili a tutti gli Stati Membri (c.d. “Unione Bancaria”).

In quest’ottica, obiettivo della Direttiva 2014/59/EU sul risanamento e risoluzione delle crisi bancarie (“BRRD”) è di evitare in futuro la necessità di ricorrere a forme straordinarie di supporto finanziario pubblico per salvare gli enti creditizi e ristabilire la stabilità del sistema finanziario. La BRRD mette quindi in atto procedure preventive per ridurre, sin da ora, la probabilità di crisi future e migliorare la resistenza delle istituzioni finanziarie a stress economici, a prescindere se essi siano causati da disordini sistemici o da eventi specifici relativi ad una singola istituzione.

Tali procedure consisteranno principalmente in precisi obblighi, per banche e imprese di investimento che ricadono nell’ambito applicativo della BRRD, di redigere adeguati piani di risanamento e di risoluzione da sottoporre, a partire da gennaio 2015, all’attenzione delle autorità di supervisione competenti (vale a dire la Banca Centrale Europea per le banche con dimensione “significative”[1]; le autorità di supervisione nazionali per tutte le altre). Per quanto riguarda i piani di risanamento, questi dovranno includere le modalità con le quali le istituzioni finanziarie intenderanno reagire in caso di grave emergenza macroeconomica e finanziaria; a grandi linee gli elementi necessari dei piani di risanamento saranno i seguenti:

  • un riepilogo degli elementi chiave del piano di risanamento;
  • informazioni sulla corporate governanece;
  • un’analisi strategica;
  • un piano di comunicazione e divulgazione;
  • un’analisi delle misure preparatorie.

Inoltre, i piani dovranno inquadrare una serie di scenari per mezzo dei quali verranno testate l’adeguatezza dei mezzi di risanamento e l’idoneità delle valutazioni incluse nei piani di recupero. Almeno tre scenari dovranno essere affrontati:

  • un vasto evento sistemico (ovvero un evento che pone gravi conseguenze per il sistema finanziario e l’economia reale);
  • un evento idiosincratico (ovvero un evento che pone gravi conseguenze per una singola istituzione); e
  • una combinazione di eventi sistemici e idiosincratici.

Dotarsi di un adeguato piano di risanamento è quindi un elemento vitale per permettere la continuità dei servizi bancari essenziali. Assicurare che gli enti creditizi possano continuare a fornire i servizi essenziali come previsto, anche in periodi di grave stress, è pertanto fondamentale per la stabilità finanziaria.

[1] Per la definizione di “banca rilevante” si veda il Regolamento No.1022/2013.

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CMS Italia Newsletter | 3 Novembre 2014
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Matteo Ciminelli
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Giovanni Battista Donato