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Imbullonati | Torri eoliche | Le prime pronunce della Corte di Cassazione

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29/10/2020

Cass. civ. Sez. VI - 5, Ord., n. 20726, n. 20727 e n. 20728, del 30 settembre 2020;
Cass. civ. Sez. VI - 5, Ord., n. 21286, n. 21287 e n. 21288 del 5 ottobre 2020;
Cass. civ. Sez. VI - 5, Ord., n. 21460, n. 21461 e n. 21462 del 6 ottobre 2020.

La Corte di Cassazione si è pronunciata nell’ambito della normativa sui cc.dd. “imbullonati”, con riferimento allo specifico settore della produzione di energia elettrica da fonte eolica.
I giudici di legittimità hanno difatti sancito il principio di diritto secondo cui spetta al giudice di merito accertare se la torre di sostegno dell’aerogeneratore sia elemento funzionale allo specifico processo produttivo e, come tale, sia dunque irrilevante ai fini catastali.

Più in particolare, i giudici di legittimità nel dare interpretazione alla nozione di «macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo» di cui all’art. 1, comma 21, L. n. 208/2015 (c.d. legge sugli imbullonati) hanno innanzitutto sconfessato l’orientamento espresso dall’Agenzia delle Entrate (Circolari n. 2/E/2016 e n. 27/E/2016) affermando che, ai fini catastali, è irrilevante il fatto che le torri, e più in generale i manufatti, siano o meno infissi stabilmente al suolo ed è parimenti trascurabile la consistenza fisica e/o volumetrica della costruzione. Ciò che invece assume rilevanza, a parere dei supremi giudici, è essenzialmente il rapporto di strumentalità dell’elemento torre rispetto allo specifico processo produttivo.

I giudici di legittimità hanno in sostanza “liquidato” la questione sottoposta al loro esame affermando che ricondurre la torre tra le componenti impiantistiche ovvero tra gli elementi funzionali allo specifico processo produttivo, attiene ad una questione che presuppone un accertamento in fatto che va apprezzata anzitutto dalla scienza tecnico-ingegneristica.
A parere dei giudici di legittimità, dunque, la questione deve essere risolta dal giudice di merito (cui spetta in via esclusiva l’accertamento del fatto) avvalendosi delle conoscenze tecniche del settore. Ciò significa che nei giudizi di merito assumeranno valore dirimente i pareri espressi dagli esperti del settore su richiesta delle parti ovvero del giudice che, se lo riterrà opportuno, provvederà alla nomina di un consulente tecnico d’ufficio al fine di dare fedelmente seguito al principio espresso dalla Suprema Corte.

Fino ad ora la prevalente giurisprudenza di merito ha condiviso la tesi secondo cui la torre di sostegno costituisce parte inscindibile dell'aerogeneratore avallando proprio l’orientamento espresso dalla scienza tecnico-ingegneristica. Secondo quanto espresso degli esperti del settore, infatti, la torre deve ritenersi parte inscindibile dell’unicum impiantistico che caratterizza un’installazione eolica, rappresentandone un elemento funzionale e strutturale essenziale, in mancanza del quale non si configura in alcun modo la possibilità di attuare la funzione per cui gli impianti stessi sono concepiti (produzione di energia eolica). Peraltro, la torre non è dotata, in alcun modo, di una propria autonomia funzionale né di alcun requisito di utilità rispetto a processi produttivi differenti, indipendentemente dagli aspetti di consistenza volumetrica e strutturale che la caratterizzano, ed anche in assenza dell’aerogeneratore su di essa installato.

Laddove, dunque, dovesse consolidarsi detto orientamento, le uniche componenti soggette all’obbligo di accatastamento, ex art. 1, comma 21, della L. n. 208/2015, sarebbero il suolo e il plinto di fondazione, ossia il basamento in calcestruzzo su cui è installato l’aerogeneratore, con conseguente irrilevanza, ai fini IMU, di tutte le ulteriori componenti (torre-navicella-rotore).
 

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